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Paolo Coppolella è un fashion designer autodidatta con all’attivo un’esperienza quasi ventennale nel settore moda.

Nasce a Vercelli nel 1980 e cresce in un paesino chiamato San Germano Vercellese. Si intuisce che da grande non coltiverà il riso quando chiede uno skate per il sesto compleanno e una BMX per il nono.

Refrattario al potere costituito, abbandona presto gli studi per mettersi a lavorare in cantiere come tubista. Nel frattempo, ormai diciottenne, inizia a militare in un collettivo e a gestire un centro sociale: sente il fuoco rivoluzionario dentro di sé e prova a cambiare il mondo senza i risultati sperati, del resto la sinistra extra parlamentare non ha mai goduto di ottima salute!

Grazie alla militanza va a lavorare in una cooperativa che si occupa di persone psichiatriche, divenendo educatore di quinto livello.

Esattamente come in cantiere, ogni singolo giorno in psichiatria è una lunga battaglia - anche politica - dove il suo desiderio di inclusività e uguaglianza si scontrano con la società.

 

Sempre a diciotto anni acquista un furgone col quale viaggia in Europa e Nord Africa. Nel frattempo si ostina a praticare sport: skateboarding nel cuore, ma pessimi risultati con calcio e pugilato.

Nel 2004, a ventiquattro anni molla tutto e decide di trasferirsi all’estero con due amici. Girano per tre mesi in macchina tra Spagna, Portogallo e Marocco per poi fermarsi a Valencia. Qui, quasi per gioco, si dedica a quello che diventa ben presto l’amore della sua vita: il fashion design.

Nello stesso anno fonda insieme all’architetta Paola Pucci il marchio Retal, che riscuote un buon successo, prima in Spagna e poi nel resto d’Europa. Il lavoro lo porta a viaggiare, presentare e vendere le sue collezioni in tutto il mondo.
Nel 2010, ceduta la propria quota alla ormai ex socia, intraprende una carriera in solitaria con un suo nuovo marchio, che porta il suo nome e cognome (diventato successivamente
Coppolella Skateboarding).

Dopo dieci anni in Spagna, torna in Italia, con base a Milano.

 

Fedele al motto DIY (Do It Yourself), Paolo Coppolella ha sviluppato una visione a 360° apprendendo da solo le basi del cucito e della modellistica nonché tutto il processo di produzione, presentazione e distribuzione. Nel suo curriculum vanta decine di workshop in molte accademie europee come EASD Valencia, LABA Brescia, GANG CITY - un evento collaterale alla Biennale di Venezia con studenti di Politecnico, Naba, Iulm - Espai d’Art Fotografic Valencia, è stato nominato giudice in alcuni concorsi internazionali di moda e design quali Valencia Crea e Vestiti D’Arte (Milano), inoltre svolge il ruolo di consulente per grandi gruppi e giovani designer che vogliono intraprendere un loro personale percorso nel fashion design.

 

Nel 2017, sotto lo pseudonimo di Rossomalpaolo, riprende in mano alcune compattine analogiche in disuso e inizia a fotografare quasi compulsivamente tutto ciò che lo circonda. Non ricorre al digitale neppure nella fase di post produzione e, come spesso accade per ciò che è importante nella sua vita, quello che comincia per gioco si trasforma in una specie di lavoro che porta avanti parallelamente alla professione di fashion designer.

I limiti tecnici di Coppolella (l’uso esclusivo di luci naturali, nessuna post produzione, l’utilizzo di sole macchine analogiche automatiche) vengono valorizzati e trasformati in cifra stilistica di Rossomalpaolo. Intanto vede pubblicati i suoi primi editoriali (RGSP Mag) e, dopo aver autoprodotto le prime fanzine, magazine come C41, Casa di Ringhiera, Perimetro e altri iniziano a parlare del progetto fotografico e del collettivo di editoria indipendente che fonda con Milo Mussini - Cavie Project - creato per dare slancio ai propri lavori.

Negli anni realizza diverse fanzine, sia collettive che personali a livello nazionale e internazionale, presentandole in numerosi eventi dedicati (Funzilla Roma, La Fanzinoteca Milano, Photo Outsider a Milano).

 

Attualmente collabora al lancio di due marchi internazionali  ed è consulente esterno nonché socio di minoranza di Coppolella Skateboarding.

Come Rossomalpaolo continua a produrre fanzine e scattare il mondo attorno a lui.

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